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Antipasti al carrello: insalata russa e uova mimosa

Potremmo definire questo classico antipasto della tradizione Italiana il Must dei Nostri antipasti del Mosè.
Mamma Franca adora prepararla e ancora di più è felice quando nota l’esperessione soddisfatta in chi la sta assaporando.
I Russi la chiamano Insalata Italiana, ed è simpatico invitare i clienti di quella nazione a servirsi della Insalata Russa, noto sempre un sorriso sui Loro volti…

Noi e la Russa:

Partiamo anche qui da molto indietro. I miei genitori prima di aprire il Mosè nel ’77 lavorarono per anni, dai primi ’70 al Bar Riviera. Un locale gestito da Zio Gigi Rebagliati, il fretello grande di Papà Mario, coadiuvato dalla famiglia. Mio nonno Giuan, un ometto piccino, smilzo, ma dotato da un’incredibile forza fu una persona che per tutta la Sua esistenza lottò e faticò. Prima la guerra, poi il lavoro di Macellaio con in mezzo un periodo ad aiutare uno dei suoi molti fratelli, lo zio Frate, in Africa, nella zona Abissina. Lo zio andò per molto tempo in missione e si portò con lui il nonno Giuan, il quale quando ritornava, ne aveva per del bello da raccontare.
Lui in queste spedizioni, oltre che l’arte dell’arrangiarsi, imparò l’arte del pane. Questo fu molto utile per la nascita e il successo del Bar Riviera. Il Bar divenne un centro importante di incontri alle Fornaci (litorale ovest di Savona) e dilagò ben presto come punto di incontro per tutti i Savonesi, tanto che ancora oggi a distanza di parecchi anni, le persone e gli amici lo ricordano volentieri.
Una scelta strategica per il successo fu quella di Zio Gigi, di tenere aperto il “Riviera” tutto il giorno senza sosta. Una decisione difficile da mantenere sotto il punto di vista gestionale, ma che fece arrivare un sacco di clientela, anche molto diversa tra loro, al Bar.

Perché un successo?

Al bar iniziarono fin da subito a svecchiare i panini di allora, che erano semplici, ad esempio con la frittata, con la mortadella o con il salame.
Bene iniziando dal pane di Giuanin, il nonno, venivano preparati dei panini morbidi, chiari, con una mollica delicatissima e chiaramente sempre freschi. Già se si parte da un buon pezzo di pane, il panino diverrà ottimo. Con l’aiuto dell’altro Fratello, lo Zio Davide, il più giovane, si scelse di puntare sulla qualità. Lui amava le “cose Buone” ed era un appassionato di Porto, infatti al banco si degustavano i migliori vino Porto. Con lui arrivò per la prima volta a Savona il Prosciutto crudo San Daniele, lo Speck, arrivò il Prosciutto Cotto più buono, la Carne piemontese cruda condita, le verdurine per creare panini sempre più ricchi e diversi, quelli che oggi possiamo gustare abitualmente, probabilmente partirono da lì. Le verdure sott’olio, i carciofini, i funghetti e via dicendo. Ma tornando al pezzo forte, iniziarono a proporre il panino con la Russa e la versione più amata fu il panino “speck e russa” che in molti oggi ricordano.
L’insalata Russa venne fatta, così come la conosciamo, le prime volte a Celle Ligure, alla Lanterna. Il locale che gestiva Mio papà, nel Caruggio. Un bar piccolo e zona di ritrovo per Cellesi e turisti ( e turiste).

Questa Russa che Vi invito “sempre” ad assaggiare è quella che oggi trovate nel Nostro bancone degli antipasti.
Una Russa non acetata, ricca, cremosa con equilibrio tra tonno, verdure e maionese. Semplice ma indimenticabile.

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