Sentirsi a casa

Assapora i nostri piatti in un ambiente caldo e famigliare. L’arredamento e i dettagli sono stati scelti da Franca, Mario e Riccardo con amore e attenzione.

Splendida passione

In epoche di Masterchef e Hells Kitchen, mai come oggi, la ristorazione è stata messa sotto la lente d’ingrandimento e sotto esame. Ottimo, ci piacciono le sfide.

Sono subentrato alla direzione del Mosè nel 2004 a mio papà Mario Rebagliati. I miei genitori aprirono il ristorante dopo una bella esperienza Savonese al Bar Riviera, un locale gestito da mio Zio Gigi Rebagliati. Uno dei primi bar aperto sempre, 24/24 ore.

Noto ancora oggi per i favolosi panini. Era la prima volta a Savona che venivano proposti panini in tutti i modi, come li conosciamo oggi. Il pane lo preparava mio Nonno Giuanin. Il più famoso panino era Speck e insalata Russa. In un periodo dove gli unici panini erano quelli con la frittata, oppure con la Mortadella, poter trovare i panini con il San Daniele, o i funghetti era una bella novità.

L’altro Zio, Davide, aiutava anche lui ed era un vero amante del vino Porto. Da lui, credo di aver preso questa passione, dato che mi piacciono moltissimo i vini fortificati e in special modo i Porto.

L’avventura a Celle

I miei genitori, coadiuvati dai nonni materni Ortensia e Giulin decidono nel 1977 di aprire un ristorante. Mario diceva alla Franca, mia Mamma: «Franca, ti immagini? Un ristorantino con dieci posti a sedere, con la bottiglia dell’olio buono sul tavolo ma senza nulla di speciale. Da poterci lavorare in due, io e te.» Questa frase in casa Rebagliati, girò per mesi. All’epoca Io ritornavo dall’asilo, ricorderò per sempre l’apertura del muro dalla cappella alla cantina. Che muro spesso! Quante pietre!
Dentro di me domandavo: Che cosa se ne fanno di tutto sto spazio per solo dieci persone?
Le cose, non andarono proprio così. I 5 tavolini diventarono 12.

La difficoltà più grossa fu la mancanza di denaro, per aprire da zero un ristorante, allora come oggi è necessario un budget consistente. I miei genitori si indebitarono e trovarono dei fornitori davvero con la mente aperta. Si fidarono di Loro e diedero la merce senza troppe garanzie. Nel 1978 tutti i debiti furono estinti. Altri tempi…

L’esperienza della Ortensia, la nonna abile casalinga e esperta di carne (lei e Giulin erano da molti anni Macellai, proprietari della macelleria in piazza Sisto IV in Celle) aiutò moltissimo la Franca in cucina.

Rileggendo il menù di quegli anni mi vengono splendidi ricordi di bambino, in cucina e al ristorante eravamo in tanti, parenti e amici, tutti dedicati a quest’avventura: Il Mosè. In carta si trovavano le Avantaggiate al Pesto, i moscardini alla ciappa e addirittura due piatti di carne classica, Brasato e Stracotto.

Oggi come allora in cucina c’è la Franca, cuoca (non Chef) autodidatta aiutata da una forte passione nella cucina. Nell’anno della perdita del marito, in Giugno 2010, ha trovato conforto nel lavoro, e grazie a questo oggi ha ancora più voglia di fare.

Per noi la Ristorazione non è solamente il Fare da mangiare. Ci piace conoscere i clienti, condividere i momenti e se possibile accontentare le richieste della clientela. É il lavoro più bello che ci sia, non sai mai chi entrerà da quella porta, la routine non esiste, basta essere preparati a tutto. Lo sei solo grazie all’esperienza.